Il Fascicolo Sanitario elettronico: più qualità per cittadini e Servizi

La CISL dell’Area Metropolitana bolognese – da sempre attenta ai servizi  di grande valenza sociale erogati da CUP 2000 – ha organizzato lo scorso 23 maggio presso la propria sede un convegno a carattere informativo e seminariale sul Fascicolo Sanitario elettronico, chiamando a discuterne l’Assessore alla Sanità e Welfare del Comune di Bologna Giuliano Barigazzi, il Direttore generale della Azienda USL di Bologna Chiara Gibertoni, e Gianluca Mazzini, Direttore Generale di CUP 2000 – LepidaSpA.

È Alberto Schincaglia – Segretario Generale aggiunto di CISL Bologna – ad introdurre i lavori, esponendo la valenza, lo stato dell’arte e anche i dubbi esistenti sulla diffusione dello strumento, e annunciando l’intenzione di impegnare l’intera articolazione territoriale dell’organizzazione sindacale in uno sforzo straordinario di promozione del Fascicolo sanitario, mettendo anche a disposizione le sedi per aumentare il numero delle postazioni in grado di rilasciare le credenziali per l’accesso al servizio.

Spetta poi a Gianluca Mazzini fotografare la situazione presente e tratteggiare gli sviluppi futuri – immediati e nel medio periodo – del Fascicolo:  l’ampio ventaglio di nuovi documenti e servizi di recente inserimento, la rapidità con cui ci si appresta a fare fronte alla sfida di fornire un adeguato contenitore  per le DAT (il cosiddetto “Testamento biologico”) che sia sempre accessibile nel rispetto della privacy come richiesto dalla nostra Regione, l’impegno di applicare alla lettera ed entro i termini temporali le nuove norme contenute nel GDPR senza per questo depotenziare lo strumento nei suoi aspetti fondamentali di integrazione con i sistemi informativi sanitari.  Di fronte agli obiettivi ambiziosi fissati da AGID per il FSe da qui al 2020, CUP 2000, LepidaSpA e la Regione Emilia-Romagna intendono mettere in campo una forte azione sinergica sia sul piano comunicativo, che con campagne di diffusione di tipo differenziato verso fasce specifiche di popolazione, e puntano con decisione sulla rapida migrazione delle attuali credenziali verso il sistema SPID – che sarà offerto gratuitamente nella nostra regione – per semplificare le modalità di accesso a questo strumento.

Anche Chiara Gibertoni riprende – a partire da esempi concreti di collaborazione virtuosa – il tema della necessità di individuare target specifici di popolazione a cui il Fascicolo Sanitario sia in grado di offrire servizi di particolare utilità, definendo per ognuno di questi una strategia comunicativa e di coinvolgimento mirata. L’osservatorio privilegiato della USL consente poi di sottoporre alla valutazione dei presenti un importante suggerimento: Fascicolo come strumento di supporto per la popolazione fragile, per facilitarne una efficace presa in carico e il mantenimento a domicilio in condizioni di autonomia.  Per fare questo occorre però che in tempi rapidi sia messo a disposizione dei professionisti sanitari uno strumento dedicato, che consenta una diversa lettura della grande quantità di dati presente nel Fascicolo, impostata in senso “orizzontale” e che comprenda anche gli ausili eventualmente forniti al paziente.

Giuliano Barigazzi sottolinea in conclusione la necessità che il FSe venga finalmente posto al centro di quella che si sarebbe definita un tempo “l’agenda politica”, essendo strumento fondamentale nel cambio di paradigma del modello sanitario, che è destinato a passare da un impianto centrato sull’ospedale ad un impianto che si appoggia al territorio e ai percorsi di presa in carico, mentre si riportano al centro tanto la prevenzione, quanto la promozione della salute attraverso corretti stili di vita.  La migliore accessibilità allo strumento deve però andare di pari passo con la revisione di filiere e organizzazione nelle strutture che lo alimentano e che forniscono i servizi che il Fascicolo veicola, ad esempio aumentando l’offerta delle prestazioni accessibili on line, e velocizzando l’adozione di strumenti di prenotazione automatica, tenendo sempre a mente che l’obiettivo è fare quanto meglio per il cittadino, e non per l’organizzazione. Dall’Assessore alla Sanità viene messa sul tavolo infine quella che lui stesso definisce – con citazione letteraria – “una modesta proposta”: rendere la stessa Conferenza Territoriale da lui presieduta sede di un gruppo che lavori sulla definizione delle migliori modalità di diffusione del FSe, chiamando tutti gli attori ad individuare – ognuno per il proprio ambito di competenza e in base ai propri interlocutori – la strada migliore per mostrare ai cittadini i vantaggi concreti dello strumento, all’interno di una strategia unica.